Tlc, ricavi in calo, ma investimenti al top. Si apre la sfida lavoro 4.0

25-07-2019   Fabio Mazzocchio News

Rapporto Asstel 2019: fatturato da servizi a -2,2% zavorrato dalle revenues delle reti mobili in calo del 6,4%. Quasi 9 miliardi spesi dagli operatori tra infrastrutture e frequenze: la cifra più alta degli ultimi 10 anni. Nodo occupazione: più laureati Stem, reskilling e formazione continua per guidare la digital transformation.

 

Un patto intergenerazionale per gestire la trasformazione digitale del lavoro nelle Tlc. È questo il punto saliente del dibattito che si è tenuto oggi tra Asstel e sindacati di categoria in occasione 7° Forum Nazionale, l’appuntamento annuale del sistema di relazioni industriali della Filiera delle telecomunicazioni.

La discussione ha preso spunto dal Rapporto Asstel 2019, elaborato dagli “Osservatori Digital Innovation” della School of Management del Politecnico di Milano, che descrive il 2018 come un anno che si è contraddistinto per il ritorno ad un segno negativo dei ricavi consolidati della filiera delle telecomunicazioni  e dei servizi Tlc (-2,2%), a causa della flessione (-6,4%) dei ricavi netti delle reti mobili, non compensata dalla crescita dei ricavi delle reti fisse (+2,6%).       

A beneficiare delle dinamiche di mercato delle Tlc sono stati i consumatori, che nel 2018 hanno visto una nuova riduzione dei prezzi medi per i servizi di rete mobile scesi in media del -4,7%, ma con punte di ribasso assai più accentuate nelle campagne promozionali nelle offerte degli operatori low cost. Il 2018 è stato anche l’anno in cui gli investimenti degli operatori hanno raggiunto il valore più alto degli ultimi 10 anni: 7 miliardi di euro in infrastrutture, cui si aggiungono 1,9 miliardi di esborsi in licenze, oltre all’impegno a pagare nei prossimi anni ulteriori 5,3 miliardi di euro per le licenze 5G e l’impegno a sviluppare la rete 5G.

Grazie agli investimenti realizzati, si è assistito ad una forte crescita della copertura dellabanda larga maggiore di 30 Mbps che, secondo gli ultimi dati della Commissione Europea, ha raggiunto a giugno 2018 il 90% delle abitazioni, confermandosi al di sopra della media degli altri Paesi europei. Rimane invece ancora distante dalla media Ue il valore della copertura maggiore di 100 Mbps: le reti in fibra raggiungono il 23,9% delle abitazioni, rispetto al 29,6% della media in Europa, dove, sommando le reti televisive via cavo, assenti in Italia, la copertura media ultra-broadband delle abitazioni arriva al 59,9%. È proseguita a ritmo elevato anche la costruzione delle reti 4G-Lte che, secondo i dati di Gsma relativi al primo trimestre 2019, raggiungono ormai il 99% della popolazione italiana; corrispondentemente è cresciuto in modo significativo il numero delle Sim 4G in Italia, che contano per il 72% delle connessioni mobili. Grazie a tale crescita (+15 p.p. rispetto al 2017), l’Italia risulta essere la seconda nazione, tra i 5 più grandi paesi europei, con maggiore diffusione, dopo il Regno Unito, di Sim 4G.

Parallelamente, nel 2018 è continuata la crescita dei volumi del traffico dati sia da fisso (+24%) che da mobile (+60%), anche grazie all’aumento del numero di sottoscrizioni a banda larga veloce e ultralarga: secondo l’Osservatorio trimestrale sulle comunicazioni di Agcom, infatti, gli accessi broadband con velocità maggiore di 30 Mbps in Italia superano a dicembre 2018 i 7,7 milioni di linee, con una crescita pari al +53%, mentre quelli sopra i 100 Mbps raggiungono quota 3,1 milioni e sono in aumento del +72% rispetto all’anno precedente.

Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio 5G della Commissione Europea, tra i 28 Stati Membri dell’Ue, l’Italia è seconda solo alla Finlandia per entità di spettro 5G assegnato, pari al 60% di quanto previsto, mentre è il primo Paese per numero di città abilitate al 5G. Gli Operatori hanno avviato le sperimentazioni tecniche nelle città di Bari, L’Aquila, Matera, Milano e Prato – previste dal Bando Mise – alle quali si sono aggiunte Torino, Genova, Roma e Sanremo. Tra i mesi di giugno e luglio 2019 sono stati avviati i primi servizi commerciali 5G, che verranno impiegati per sviluppare servizi intelligenti in diversi ambiti applicativi, nella manifattura, nei servizi pubblici e privati e nella filiera agro-alimentare.

I dati del Rapporto confermano la bassa marginalità del settore dei Contact Center. Il Rapporto stima che nel 2018 il mercato sia cresciuto di circa il 2,5%, arrivando ad un valore di ricavi poco inferiore ai 2,1 miliardi di euro. Focalizzando l’attenzione su 9 dei principali player del mercato, che rappresentano circa la metà del fatturato complessivo, emerge che l’aumento dei ricavi (+6,1%) è stato frutto di acquisizioni di attività e di un aumento dei volumi di attività in settori diversi dalle telecomunicazioni; l’andamento dei costi ha registrato un incremento (+7,6%), maggiore rispetto alla crescita dei ricavi, a causa principalmente dell’incremento delle retribuzioni.